mercoledì 6 luglio 2011

Presentate nel nuovo stadio le MAGLIE 2011/12

A pochi giorni dal ritiro di Bardonecchia del 7 luglio, la Juventus ha presentato ufficialmente negli spogliatoi del nuovo stadio le nuove divise confezionate dalla Nike per la stagione 2011-2012. A fare da modelli non potevano che essere gli elementi cardini della rosa bianconera, in ordine di uscita, Fabio Quagliarella, acquisto di punta della scorsa estate e reduce da un brutto infortunio, Claudio Marchisio, colui che un giorno è destinato a raccogliere la fascia di capitano dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili del club, Gianluigi Buffon, una delle due bandiere della Juve, il neo acquisto Andrea Pirlo e il capitano Alessandro Del Piero in quella che sarà l’ultima stagione da calciatore prima di assumere un nuovo incarico in società. Al numero 10 e leggenda del club è toccato indossare naturalmente la prima divisa che, come da tradizione, presenta una maglia a strisce verticali bianca e nera con numero e nome del calciatore giallo. La novità è rappresentata dalle sfumature al contatto tra i due colori per dare un effetto tridimensionale. Pantaloncini e calzettoni tornano ad essere bianchi con rifiniture nere. Andrea Pirlo invece ha sfoggiato la divisa da trasferta che rappresenta la novità principale: tuffo nel passato con maglia rosa, come nei primi anni di vita del club, con stellone nero disegnato sul fianco sinistro e nome e numero dello stesso colore, pantaloncini e calzettoni completamente neri con bordi rosa.Divisa del portiere, indossata da Buffon, è completamente nera con numero e nome del giocatore giallo con il verde e il rosso rispettivamente sul fianco destro e sinistro. Quagliarella e Marchisio invece si sono prestati ad indossare le divise d’allenamento e per il tempo libero.

martedì 5 luglio 2011

Relazione Palazzi: La prescrizione salva l'Inter dall'illecito...i nerazzurri violarono l'articolo1...


È stata consegnata la relazione del procuratore federale Stefano Palazzi, sulla vicenda Calciopoli 2 che aveva generato venerdì scorso il comunicato col quale si archiviavano per prescrizione una innumerevole serie di violazioni disciplinari commesse in intercettazioni telefoniche nella stagione 2004-2005 e sfuggite alla autorità giudiziaria e conseguentemente a quella sportiva nel 2006. La relazione di Palazzi è durissima specialmente nei confronti dell'Inter, e in particolare del suo ex presidente il defunto Giacinto Facchetti, cui Palazzi contesta le molte telefonate emerse dal Tribunale di Napoli e raccontate pedissequamente da questo giornale. Per Palazzi gli avvicinamenti di Facchetti nei confronti dei designatori Pairetto e Bergamo avrebbero configurato se analizzati nel 2006 il reato sportivo di "illecito" anche in considerazione del fatto che le telefonate del presidente nerazzurro arrivavano sempre in corrispondenza delle gare che riguardavno gli arbitri e gli assistenti che avrebbero diretto le gare dell'Inter. Per questo nella sua relazione Palazzi, nelle 24 pagine dedicate all'Inter sottolinea come la responsabilità dell'Inter sarebbe - se non coperta dalla prescrizione salva tutti (anzi quasi) - una responsabilità "diretta ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparizalità e indipendenza in violazione del pre vigente articolo 6 del codice di giustizia in vigore all'epoca e oggi sostituito dall'articolo 9". Per il presidente Moratti, invece, il rilievo mosso è di violazione dell'articolo 1. Nella relazione ampi stralci deidcati all'oscura vicenda Nucini e richiami puntuali alle telefonate trascritte grazie alle difese di Moggi, De Sanctis e Pairetto a Napoli. Pesantissimo anche il giudizio integrativo che riguarda le condotte di Meani, le cui azioni dirette a condizionare arbitri e guardalinee in telefonate davvero pesanti sono solo in parte coperte dal giudicato del 2006. Palazzi conferma la sua visione sul Milan: le condodtte di Mani erano da "illecito sportiivo" anche se gli organi gioustizia sportiva avevano poi smussato e ridotto la posizione del Milan fino ai soli 8 punti di penalizzazione nel campionato successivo. La relazione di Palazzi è una bomba che esplode nelle mani dei consiglieri federali che la riceveranno domani durante la sessione del governo Figc. Sarà davvero arduo per loro sottrarsi al giudizio sullo scudetto 2006 giacchè lo stesso procuratore Palazzi segnala come l'unico aspetto sportivamente ancora attaccabile e salvo dallo scandalo della prescrizione sia proprio il titolo assegnato per presunta mancanza di profili disciplinari o limpidezza nel 2006.